Industria e robotica
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Pianificazione industriale: come migliorarla con la tecnologia

03 settembre 2019
Alleate preziose della pianificazione industriale e della logistica 4.0 sono un numero sempre maggiore di tecnologie dell’era 4.0, associate a Internet of Things, robotica o intelligenza artificiale.

Il tutto all’interno di un quadro italiano che spinge per recuperare il tempo perduto in anni di ritardo sull’implementazione delle nuove tecnologie.

L’industria italiana ha tuttavia riguadagnato terreno rispetto al recentissimo passato, con una produzione industriale che nel primo trimestre del 2019 ha fatto segnare un +1% rispetto al medesimo periodo dell’anno passato.

Piano Industria 4.0


A dare nuova linfa all’industria italiana è stato in prima battuta il piano industria 4.0: secondo le ultime comunicazioni rilasciate dal Centro studi di Confindustria e dal ministero dell’Economia e delle Finanze, l’iperammortamento è stato infatti un detonatore importante per l’innovazione italiana.

Solo nel 2017 sono stati dieci i miliardi di investimenti in macchinari e attrezzature hi-tech, a cui se ne aggiungono altri 3,3 per beni immateriali.

Ed è proprio qui che si sta facendo la differenza: l’attenzione alle innovazioni non è solo mera voglia di rimanere al passo coi tempi, ma autentica necessità.
E l’industria italiana lo sta finalmente capendo.

Alcuni esempi sono l’identificazione automatica, la digitalizzazione degli ordini e delle soluzioni di CRM ormai pervasive, in grado di scandagliare i feedback dei clienti anche quando sono sui social: tutti questi accorgimenti hanno rivoluzionato le logiche di pianificazione e di fatturazione, certo, ma anche quelle logistiche, con nuovi sistemi in grado di monitorare lo stato degli ordini, delle spedizioni, del tragitto dei mezzi in uso all’azienda.

Il tempo è denaro


Riduzione degli sprechi
, certo, ma anche e soprattutto dei tempi di produzione.
Questo l’obiettivo della pianificazione industriale 4.0.

Specie in un momento storico in cui questa particolare esigenza è messa sotto torchio dalla richiesta di personalizzazione da parte dei clienti.

Dal fordismo si è infatti passati alla personalizzazione di massa, con il mondo industriale che deve garantire la taylorizzazione proposta da configuratori di prodotto (CTO – Configur To Order) e sistemi di ingegnerizzazione dell’ordine (ETO – Engineer To Order) che abilitano una pianificazione su misura.


Il giusto equilibrio


Cosa fare, dunque, se un cliente chiede un prodotto con determinate caratteristiche, mentre un’altra persona un bene solo leggermente diverso? Come orientarsi e che soluzioni adottare per accontentare chiunque? Come conciliare l’ampiezza del mix di personalizzazioni richieste contenendo al contempo le scorte per non arrivare a perdere denaro?

Gli esperti citano a questo proposito il mantra delle 3P, preventivazione, pianificazione e produzione.

Riuscire a creare preventivi personalizzati, tempestivi e accurati garantisce redditività, in un processo quote-to-order che si basa su un sistema di configurazione, prezzo, preventivo (CPQ) direttamente integrato con gli altri sistemi aziendali di un produttore.

Questa sistemazione, basata su una standardizzazione intelligente e un Product Lifecycle Management collaborativo, si possono avere i dettagli degli ordini in anticipo, accelerando la pianificazione di materiale e riducendo gli ordini che necessitino richiami basati sulla progettazione. Insomma, meno errori e più redditività.

L’importanza del monitoraggio


Anche ogni best practice possibile è stata attuata, non si può tuttavia mai dare qualcosa per scontato.
Anche eliminando ogni possibile fonte di ritardo o comunque di improduttività, va sempre monitorato lo stato delle produzioni, è essenziale far sì che non ci siano intoppi, ritardi, contrattempi.

Insomma, non vai dimenticato di presidiare l’avanzamento reale della produzione rispetto a quanto pianificato, controllando il rispetto delle date di consegna pattuite per arrivare a correggere eventuali errori, anche in una logica di customer care di alto livello, che si forma non solo con la buona qualità del bene prodotto, ma anche con la velocità e l’accuratezza della consegna, fornendo magari servizi di tracking ormai particolarmente diffusi.

È dunque evidente che non può esserci Product Lifecycle Management senza un sistema di pianificazione della produzione, proprio perché la migliore gestione strategica non può prescindere da quella operativa, dalla programmazione dell’acquisto di materiali, semilavorati o del conto lavoro.

La risposta è dunque quella di mettere in atto processi standardizzati, un sistema coerente di registrazione che dia la possibilità ai vari utenti di modificare i vari progetti in modo immediato e veloce, ma soprattutto per fornire l’accesso in tempo reale ai dati di progettazione e di progetto.

Serve infine un sistema Product Lifecycle Management che sia solido e che possa fornire ai produttori un’analisi approfondita dei costi di progetto, aiutare ad eseguire una pianificazione complessa delle risorse, riuscendo a fornire ai clienti, al contempo, aggiornamenti accurati sulle consegne.

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