Dati e analisi
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Rivoluzione digitale: la crescita dell’industria 4.0

08 ottobre 2019
Secondo una ricerca eseguita dall’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2019 la crescita dell’industria 4.0 è rallentata drasticamente.
Si parla di una differenza veramente notevole quella che intercorre fra i dati del 2018 e quelli del medesimo periodo nel 2019.

Secondo i dati, infatti, nel primo trimestre 2018 la crescita era del 35%, mentre nell’anno seguente si parla solo di un 10-15%.
In base a quanto descritto dal report, che è stato presentato al convegno “Industria 4.0: la rivoluzione si fa con le persone!”, nel 2018 si è potuto contare sul fronte degli investimenti 2017, che hanno permesso la fiorente crescita grazie alla spinta del Piano Nazionale industria 4.0.

Fra i progetti consolidati che hanno portato alla crescita attraverso costi inferiori e maggiore flessibilità, spicca l’Industrial Analytics e Cloud Manufacturing, con 800 applicazioni 4.0 in Italia. Alessandro Perego, Andrea Sianesi e Marco Taisch, responsabili dell’Osservatorio Industria 4.0, hanno confermato la centralità che investimenti e progetti di digitalizzazione hanno avuto (e avranno) nella crescita aziendale.
Essenziale secondo gli esperti è la consapevolezza e la conoscenza di queste innovazioni, in modo da poter accogliere il cambiamento in maniera efficace.

Altro punto messo in luce da Perego, Sianesi e Taisch, è la centralità che i lavoratori devono avere in questo cambiamento, comprendendo a pieno quelle che sono le rivoluzioni.

Secondo diverse stime l’industria 4.0 porterà ancora numerosi cambiamenti: sono infatti molte le aziende che testimoniano l’importanza di puntare sulla digitalizzazione dei sistemi produttivi, meno numerose sono invece quelle che non vedono per questo processo un ruolo essenziale.


Sviluppi sulla tecnologia 4.0



Fra le tecnologie rivolte all’automazione digitale dell’industria più diffuse, il nome di spicco è l’Industrial IoT, che ha registrato nel 2018 una crescita del 40%.
Inoltre, IoT rappresenta nello stesso anno il 60% del mercato. A seguire si classifica Industrial Analytics che si posiziona al 30% di crescita e Clud Manufaturing al 35%.


Operational Technologies



Per quanto concerne le Operational Technologies, è l’Advaced Automaticon a conquistare la quota maggiore di mercato, con una crescita del 10% e 160 milioni. A seguire, l’Additive Manufacturing e l’Advances Human Machine.


La situazione in Italia



Per entrare nello specifico, nella penisola l’industria 4.0 sta avendo un ruolo attivo e dinamico, sviluppandosi nell’ambito dello Smart Factory (produzione, logistica, manutenzione, qualità, sicurezza e rispetto norme) dello Smart Lifecycle (sviluppo prodotto, gestione del ciclo di vita e gestione dei fornitori) e del Supply Chain (pianificazione dei flussi fisici e finanziari).


Vantaggi e benefici



Per quanto riguarda nello specifico i benefici che derivano dall’applicazione di progetti 4.0, si parla essenzialmente di una riduzione dei costi e dei tempi, una flessibilità nelle operazioni. A questo va aggiunto il maggior livello di sicurezza che viene garantita.
Si parla di miglioramenti importanti, che vedono aumenti che vanno dal 30 al 50%.


Difficoltà e barriere



Come in ogni rivoluzione, anche quella digitale vede delle difficoltà.  
Fra i problemi maggiormente riscontrati c’è il fattore delle competenze e dei problemi organizzativi che tutti i grandi cambiamenti prevedono.

“Ormai quasi tutte le aziende italiane hanno compreso l’urgenza della trasformazione digitale: l’80% ha una chiara percezione della discontinuità rappresentata da Industria 4.0 e che il percorso è solo agli inizi. Con una media di 4 applicazioni 4.0 per azienda lo scenario italiano rimane dinamico e ricco di iniziative, ed è degno di nota il fatto che le imprese che hanno realizzato progetti da oltre un anno, quindi ben assestati, dichiarino benefici tangibili in termini di flessibilità e riduzione dei costi. Nello scenario di mercato attuale, soprattutto la flessibilità e la maggiore capacità di controllo appaiono un significativo valore aggiunto degli investimenti Industria 4.0”, afferma Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0.

La necessità è allora quella di puntare sulla riorganizzazione, cercando di concentrarsi nella maniera più totale nel cambiamento nel suo insieme.
A mostrarci la precarietà di questo aspetto sono i dati, che scoprono un approccio delle aziende non all’altezza del cambiamento.
Questo, ha spiegato Raffaelle Cagliano, Professore Ordinario di People Management and Organization al Politecnico di Milano, potrebbe rappresentare una sorta di ancora per l’innovazione, limitandola nella sua effettiva riuscita.
Si tratta tuttavia di errori ai quali già si sta cercando di porre rimedio attraverso lo scambio di competenze, che viene affidato a istituti di ricerca quali le Università e i centri di innovazione.

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