Outsourcing

La privatizzazione di DB

02 gennaio 2007
In breve
Deutsche Bahn, operativa dal 1994 e nata dalla fusione di Deutsche Bundesbahn della Germania dell’Ovest e Deutsche Reichsbahn della Germania dell’Est, metterà in vendita sul libero mercato una fetta consistente delle proprie azioni, oggi completamente nelle mani dello Stato.

Nella Deutsche Bahn, il più grosso operatore ferroviario del Paese, che contempla la vendita sul libero mercato di una fetta consistente delle azioni oggi completamente nelle mani dello Stato.

Secondo il piano presentato verrebbe ceduto agli investitori privati il 49% di DB, per un controvalore che si stima tra i 9 e gli 11,5 miliardi di euro, mentre il 51% rimarrebbe in mani statali (come richiede la Costituzione tedesca). 
DB è operativa, con l’attuale struttura, dal gennaio del 1994 quando Deutsche Bundesbahn della Germania dell’Ovest e Deutsche Reichsbahn della Germania dell’Est fondendosi hanno dato vita al “nuovo” operatore.
Cinque anni più tardi, nel 1999, DB ha acquisito lo status di “holding company” a capo di cinque divisioni, una delle quali, DB Cargo, è il maggiore operatore ferroviario per la movimentazione delle merci dell’Europa dell’Ovest, gestisce 5.200 treni al giorno e muove 75 miliardi di tonnellate/km all’anno.

La coalizione di Governo formata dai Cristiano Democratici e dai Social-Democratici intenderebbe privatizzare solo la divisione relativa alla movimentazione di persone e merci - mentre rimarrebbe in mani statali la gestione dei 34.000 km di rete ferroviaria - anche se in un primo momento i Social-Democratici sembravano propendere per la privatizzazione di entrambi i rami d’azienda.

L’esempio inglese, unanimemente giudicato “da non seguire”, che negli anni '90 ha visto privatizzare sia le infrastrutture che il servizio di trasporto ha contribuito a far convergere i due partiti sulla soluzione presentata agli inizi di novembre. Il compromesso raggiunto contemplerebbe, a seguito della separazione tra DB “privatizzata” e il gestore della rete ferroviaria, la garanzia per la prima di un contratto con il secondo per i primi 7 anni di attività, periodo di transizione considerato necessario per una corretta riorganizzazione dell’intero sistema ferroviario tedesco.

Sulla base del piano ipotizzato, il Ministro dei trasporti tedesco intenderebbe presentare un disegno di legge al Parlamento entro marzo 2007 che, se approvato, prevedrà tra il 2008 e il 2009 prima la cessione di una tranche pari al 25% delle azioni e in seguito della rimante parte.

I dettagli sulle modalità di riorganizzazione di DB non sono noti e sono tuttora oggetto di discussione tra le forze politiche in campo mentre sembra non essere in dubbio la scelta di attuare la privatizzazione in quanto è pressoché unanime in Germania il parere che necessitino capitali privati per completare la trasformazione di DB da tentennante impresa statale a dinamico ed efficiente operatore cominciata nel 1994.

> Nell’anno 1993 in Germania venne infatti varata una legge che rivedeva il sistema ferroviario e l’anno successivo venne creata Deutsche Bahn tagliando gli esuberi di personale e introducendo una gestione più “profit-oriented”.

L’azienda, che oggi conta 230.000 dipendenti, è diventata, seppure con considerevoli aiuti statali (213 miliardi di euro dal ’94 a oggi), sempre più competitiva e la sua gestione via via più remunerativa tanto che nei primi nove mesi del 2006 il fatturato ha raggiunto i 22 miliardi di euro, con un balzo del 19% rispetto allo stesso periodo del 2005 (18,5 miliardi di euro).

SchenkerParallelamente DB ha ampliato la propria area d’influenza acquistando nel 2002 il Gruppo Schenker, operatore logistico su scala mondiale, e nel corso di quest’anno un altro operatore logistico, la Bax Global, con sede in California.
Sulla base di queste premesse l’attuale vertice di Deutsche Bahn ha già avanzato progetti per lo sviluppo della società nel “dopo privatizzazione”: 2 miliardi di euro verrebbero investiti nello sviluppo di facilities per il traffico container nel porto di Amburgo, altri 3 miliardi sarebbero destinati ad acquisizioni di aziende o partecipazioni nell’Europa dell’Est mentre ulteriori 2 miliardi potrebbero essere spesi nel potenziamento delle operazioni logistiche.

L’idea sarebbe quella di creare un operatore logistico europeo operativo su scala mondiale e attivo sia nel trasporto (merci e persone) sia nella logistica integrata.

Degli investimenti ipotizzati per raggiungere l’obiettivo, però, solo 2,5 miliardi sarebbero stati promessi dal Governo tedesco mentre i rimanenti dovranno essere garantiti da investitori privati.

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