29 maggio 2019

Cambiare veramente

di Paolo Azzali
C’è una bella differenza tra sapere cosa fare e farlo veramente.
Un buon logistico potrebbe anche sapere come andrebbe cambiata la logistica della sua azienda ma, potrebbe non avere bene chiaro cosa fare per cambiarla veramente.
Io credo che chi, in azienda, abbia il compito di riorganizzare la logistica debba lavorare in due fasi: dapprima dovrebbe predisporre un vero e proprio progetto della nuova organizzazione, secondariamente dovrebbe procedere nella fase attuativa con metodo e rigore.
La seconda fase è anche più insidiosa della prima.

Secondo me, dopo avere predisposto un bel progetto ci sarebbero quattro cose da fare:
  • condividere il progetto con la direzione;
  • attivare gruppi di lavoro;
  • aggiornare il sistema informativo;
  • attivare nuove procedure operative.

Il progetto logistico viene normalmente elaborato raccogliendo informazioni a vari livelli dell’azienda. Gli input fondamentali devono però essere pervenuti dalla Direzione che deve anche condividerlo completamente.
In primo luogo, chi dirige l’azienda dovrebbe essere convinto che si stia parlando della “macchina logistica” giusta per la sua azienda.
Senza il consenso e l’appoggio completo dei vertici aziendali, un progetto di nuovo sistema logistico non ha speranze di essere realizzato.

Il progetto condiviso dalla Direzione dovrebbe essere quindi “sviluppato” attraverso una serie di gruppi di lavoro ai quali possono partecipare le persone appartenenti alle diverse funzioni aziendali o che lavorano su specifiche attività logistiche.
Questa fase ha sia una finalità divulgativa (un modo coinvolgente per far digerire un cambiamento), sia una finalità di perfezionamento del progetto stesso.
Un progetto generale deve nascere con chi comanda (che non dovrebbe temere il cambiamento), ma deve essere perfezionato e dettagliato con chi, quotidianamente, svolge il lavoro operativo (che quindi conosce meglio aspetti o situazioni particolari).

La terza cosa da fare parte da una premessa: la logistica è flusso fisico e flusso informativo.
Una metà della logistica (flusso informativo) è quindi fatta da informatica.
Se il sistema informativo esistente non supporta adeguatamente i nuovi processi è necessario aggiornarlo (migliorarlo o sostituirlo).
Si tratta di un’attività lunga e difficile.

Una nuova logistica impone un nuovo modo di lavorare alle persone dell’azienda.
Questo nuovo modo sarebbe meglio fosse definito, documentato ed istituzionalizzato attraverso nuove procedure operative.
In sostanza è quindi necessario predisporre documenti esplicativi del nuovo modo di lavorare.

E poi? Cos’altro?
Non resta che spiegare tutto quanto alle persone chiave, cercando di infondere in loro la cultura della divulgazione, e dare infine il buon esempio nello svolgimento di un paio di attività critiche.

Buon lavoro cari logistici.
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