Hardware e Software per il magazzino

La gestione dei pallet presso gli operatori di logistica integrata

13 giugno 2008

Premessa
In Italia la metodologia più comune di gestione dei pallet è lo scambio alla pari di pallet EPAL: l'interscambio prevede la restituzione immediata di un numero di pallet equivalenti in quantità e qualità ai pallet ricevuti.
Teoricamente, l'interscambio differito con l'emissione di buoni pallet, anche perché implica l'impiego di risorse dedicate rendendo meno funzionale e conveniente il sistema, dovrebbe essere un'eccezione, mentre in realtà costituisce la modalità operativa più diffusa.

Il C-Log, Centro di Ricerca dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC sulle tematiche inerenti al mondo della logistica, dei trasporti e della gestione della produzione e dell'innovazione, con il patrocinio di Assologistica, ha effettuato una ricerca, da poco pubblicata, al fine di valutare le modalità e i costi di gestione dei pallet per gli operatori di logistica integrata: una sorta di prosecuzione di una ricerca precedente condotta invece per alcuni importanti aziende della GDO.

Occorre notare che per questa categoria di attori la gestione dei pallet ha una particolare rilevanza perché occupano una posizione intermedia nella filiera distributiva: da un lato subiscono le modalità di gestione dei pallet dei committenti (aziende produttrici); dall'altro devono sottostare alle condizioni di alcuni clienti dei loro committenti (GDO in primis), che non li riconoscono come fornitori.

Dalle interviste condotte su un campione di 10 aziende sono stati elaborati sia i costi unitari di gestione pallet sia alcuni indicatori di sintesi per una immediata confrontabilità delle strategie di gestione adottate.
In questo articolo presentiamo un ampio stralcio dell'indagine con i dati fondamentali: per avere informazioni maggiormente dettagliate rimandiamo alla pagina internet dell'Università Carlo Cattaneo dalla quale è possibile scaricare lo studio: http://www.liuc.it/cmgenerale/default.asp?ssito=9&codice=42

Scenario di riferimento
Per rendere confrontabili i risultati dei casi esaminati, per ciascun operatore logistico l'analisi è stata focalizzata su un unico magazzino pilota in cui sono gestite le scorte di uno o più committenti, escludendo i casi in cui l'operatore gestisce un CeDi.

Gli attori con i quali l'operatore logistico interagisce nel processo di interscambio pallet sono:
  • I committenti (produttori) che hanno un accordo di outsourcing con l'operatore
  • I trasportatori che effettuano le consegne in diretta o via transit point ai destinatari finali
  • I destinatari (punti vendita, CeDi o magazzini di società commerciali)
  • Rivenditori, riparatori o smaltitori di pallet
Le principali fasi logistiche che riguardano la gestione dei pallet presso il magazzino di un operatore sono schematizzate nella figura sottostante (fare clic sull'immagine per ingrandire).

fasi logistiche gestione pallet - clicca per ingrandire

L'interscambio dei pallet può essere contestuale o differito: come anticipato, il ricorso all'interscambio differito (con frequenza stabilita, ad esempio mensile) è il più frequente, anche perché l'azienda committente preferisce farsi restituire carichi completi di pallet idonei ad alimentare le linee di produzione invece di avere di volta in volta le rispettive quantità di pallet consegnati.

Il recupero dei pallet dai punti di consegna è la fase più critica dell'intero processo di gestione, sia per garantire il funzionamento del magazzino sia per effettuare l'interscambio con i committenti.
Nel caso di interscambio differito, viene consegnato al trasportatore un buono pallet per il ritiro differito, ed è proprio in questa fase che si generano i contenziosi sulla qualità del pallet secondo lo standard EPAL.

L'intestazione dei buoni pallet è un aspetto molto importante, in quanto identifica il soggetto sul quale ricade l'onere per il mancato recupero.
Il destinatario può decidere se intestarlo all'operatore logistico o al suo committente: in questo caso, se non viene riconosciuto alcun risarcimento dei buoni pallet da parte dei punti di consegna, l'operatore logistico può restituire gli attestati di debito al committente ed ottenere una riduzione del proprio debito per una quantità di pallet pari ai buoni consegnati.

In alcuni casi l'operatore logistico cede la responsabilità del recupero pallet al trasportatore: in tal caso (ancora poco comune in Italia) solitamente si riconosce al trasportatore una franchigia a copertura di comportamenti poco collaborativi da parte dei punti di consegna.
Occorre comunque segnalare che i piccoli trasportatori subiscono il potere contrattuale degli operatori logistici, che spesso non riconoscono né franchigie né costi per il recupero, e addebitano ai trasportatori i pallet non restituiti a valori di mercato medi.

Risultati dell'indagine

Costi di gestione
La ricerca ha evidenziato differenti modalità di gestione pallet, che si sono tradotte in scostamenti sensibili dei valori unitari dei costi di gestione delle aziende analizzate:

sintesi dei costi di gestione delle aziende analizzate

I costi unitari variano da 0,75 euro/pallet a 1,19 euro/pallet; ecco l'analisi delle singole voci:
  1. Costo anno equivalente dell'investimento nel parco pallet: in oltre il 50% delle aziende intervistate questa voce è nulla in quanto i committenti forniscono in comodato d'uso il parco pallet all'operatore logistico.

  2. Reintegro annuale: è la voce di costo con il maggiore scostamento (da -0,56 a 0,49 euro/pallet), per due aziende è negativa in quanto costituisce un ricavo, Questo perché dipende dalla capacità dell'operatore logistico di gestire a proprio vantaggio i rapporti contrattuali con trasportatori e committenti.

  3. Trasporto di ritorno: costituisce più del 40% del costo unitario totale di gestione per 3 delle aziende analizzate. Il costo è solitamente imputabile al numero di viaggi per il recupero differito dei pallet e, qualora il trasporto fosse terziarizzato, alla capillarità della rete dell'operatore logistico.

  4. Riparazione e/o smaltimento: si tratta di una voce di costo trascurabile in quanto in generale gli operatori logistici preferiscono barattare i pallet danneggiati anziché farli riparare.

  5. Gestione fisica: mediamente il costo unitario è di 0,22 euro/pallet.

  6. Area stoccaggio pallet vuoti: questa voce incide al massimo per il 10% sul totale, dipende dall'ubicazione dell'area (interna o esterna al magazzino) e dal canone di affitto del magazzino.

  7. Gestione amministrativa: nel tentativo di ridurre furti, mancanze o buoni pallet inesigibili, l'operatore può scegliere di dedicare risorse all'attività di gestione amministrativa.
Indicatori di performance
Per confrontare le prestazioni delle aziende prese in esame sono stati utilizzati 10 indicatori:

indicatori di performance per ciascuna delle aziende analizzate
  1. Parco pallet. Indica il numero di pallet presenti all'interno dei magazzini o negli spazi esterni, e l'ammontare di quelli in circolazione, sia vuoti sia da svuotare. Mediamente i valori si aggirano attorno ai 50.000.

  2. Flusso pallet in ingresso (pallet/anno). Indica il numero di pallet in ingresso dai produttori/committenti in un anno.

  3. Indice di rotazione (rotazioni/anno). E' dato dal rapporto fra i pallet in ingresso (indicatore 2) e il parco pallet dell'operatore per il magazzino preso in esame, mediamente si hanno circa 12 rotazioni/anno.

  4. Tasso annuo di reintegro (%/anno). E' dato dal rapporto fra i pallet reintegrati in un anno e il numero di pallet in ingresso al magazzino (indicatore 2). Questo valore riflette le diverse problematiche affrontate dagli operatori nella gestione pallet, e viene influenzato dalle politiche societarie e/o dalla natura degli accordi stipulati con i soggetti coinvolti: per questo sono emerse notevoli differenze, da un minimo dell'1% a un massimo del 10%.

  5. Vita media pallet (anni). E' dato dal rapporto fra il parco pallet (indicatore 1) e i pallet EPAL reintegrati in un anno. In media il valore è pari a 2,8 anni, ma la variabilità è notevole (da 0,6 a 7,1 anni).

  6. Incidenza buoni pallet non riscossi (%/anno). E' dato dal rapporto fra il numero di pallet risultati inesigibili e il flusso in ingresso (indicatore 2).

  7. Attività di magazzino. E' dato dal rapporto fra il flusso pallet in uscita e quello in entrata nell'anno considerato.

  8. Distanza media punti di consegna (km). Si tratta della media pesata fra la distanza di ciascun magazzino dai punti di consegna, ponderata con i relativi flussi annui. Questo indicatore influenza in modo significativo l'entità del costo sostenuto per il trasporto di ritorno.

  9. Valore medio della franchigia attiva (% dei pallet in ingresso). Questo valore rispecchia l'atteggiamento dei committenti nei confronti dell'operatore logistico per quanto concerne i processi di scambio pallet: quanto più la franchigia sarà elevata tanto più sarà in grado di sanare le perdite e le rotture di pallet senza oneri aggiuntivi.

  10. Valore medio della franchigia passiva (% dei pallet in uscita). In questo caso i valori medi riflettono esclusivamente le differenze in termini di valori percentuali, poiché le franchigie sono tutte applicate sul flusso di pallet in uscita affidati ai trasportatori terzi. Il valore medio complessivo delle franchigie passive è dell'1,8%.
Considerazioni finali
I casi riportati mostrano un tasso di reintegro annuo che a volte supera il 10%, generalmente a causa delle notevoli difficoltà rilevate nella gestione dei processi di interscambio con gli attori della filiera distributiva.
In particolare i punti di consegna, in virtù del loro potere contrattuale, tendono ad assumere comportamenti poco collaborativi; inotre vanno citate sia l'influenza negativa del mercato parallelo dei pallet sia la scarsa volontà dei committenti nel riconoscere le reali problematiche affrontate dagli operatori.

I costi di gestione, che variano da 0,75 a 1,19 euro/pallet, sono costituiti da singole voci che differiscono notevolmente fra le varie aziende, ad indicare contesti operativi e capacità gestionali differenti.
E' inoltre emerso come la questione pallet riguardi, oltre a produttori distributori e operatori logistici, anche i trasportatori che operano per conto degli operatori e sostengono a loro volta i costi per la gestione dei pallet.

In generale, anche gli operatori logistici più rilevanti in termini di fatturato riescono solo in parte a trarre giovamento dalle economie di scala perché spesso sono penalizzati dalle difficoltà riscontrate in fase di recupero.
Minori complessità sono state riscontrate nelle aziende che gestiscono il magazzino per un solo mandatario, in quanto i buoni pallet sono riconducibili ad un unico soggetto che, nel caso di divergenze, si attiva direttamente per il recupero presso i punti di consegna.

In conclusione, è emerso uno scenario in cui gli operatori logistici occupano una posizione non privilegiata, che li rende particolarmente esposti alle attuali inefficienze del sistema di interscambio; inefficienze riscontrate anche nella precedente indagine presso le aziende della GDO, per le quali nell'immediato non si intravedono prospettive di miglioramento.

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