Packaging

Pallet usati non conformi all'ISPM-15 a Vercelli.

08 novembre 2012
A pochi giorni dall’azione della Guardia di Finanza di Vercelli contro il traffico illecito dei pallet marchiati EPAL e FITOK, Conlegno scende in campo contro la contraffazione per ribadire l’importanza di un corretto utilizzo dei marchi di qualità al fine di scongiurare gravi pericoli dal punto di vista fitosanitario e della sicurezza delle merci.

All’apparenza sembrano solamente assi di legno unite insieme da qualche chiodo, in realtà i pallet sono uno strumento indispensabile per la logistica mondiale poiché mobilitano circa il 90% delle merci.

Utilizzati ad ogni livello della distribuzione commerciale per lo stoccaggio dei prodotti, essi costituiscono spesso un business per la criminalità organizzata, tanto che ogni giorno vengono rubati ai trasportatori circa 110.000 bancali, per un traffico illecito che ammonta complessivamente a due miliardi di euro all’anno.

Nei giorni scorsi si è conclusa a Vercelli una nuova azione della Guardia di Finanza finalizzata al controllo dei requisiti fitosanitari, di sicurezza e di originalità dei pallet in legno.

Le Fiamme Gialle hanno scoperto il materiale illecito presso due operatori commerciali della Provincia, dediti all’attività abusiva di riparazione e commercializzazione di pallet, sequestrando 22.066 pezzi di ricambio per la riparazione dei pallet e oltre 22.600 bancali non conformi alle disposizioni fitosanitarie ISPM-15 sui pallet usati e potenzialmente pericolosi per gli utilizzatori finali a causa della contraffazione dei marchi EPAL e FITOK.

Il mancato rispetto degli standard fitosanitari imposti dall'ISPM -15 e la mancata iscrizione a Conlegno, il Consorzio che amministra e tutela contro ogni manovra di contraffazione i marchi EPAL e FITOK in Italia, hanno fatto scattare le operazioni di sequestro di tutto il materiale illegale e la segnalazione dei responsabili alla Procura della Repubblica di Vercelli.

Soddisfazione per l’azione della Guardia di Finanza arriva dai Comitati Tecnici EPAL e FITOK di Conlegno, che da sempre sostengono la legalità effettuando oltre 3.500 controlli sulla qualità dei propri marchi e denunciando le imprese che fanno concorrenza sleale tramite la movimentazione di pallet irregolari.

Quello della contraffazione non è un fenomeno da trascurare: l’originalità dei marchi di qualità garantisce al marchio EPAL il rispetto dei requisiti di sicurezza, di resistenza della struttura e di capacità massima di carico, fondamentali durante le operazioni di carico-scarico e stoccaggio delle merci; il marchio FITOK invece, assicura la conformità dei pallet, sia nuovi che usati, allo Standard ISPM-15 della FAO il cui rispetto è obbligatorio per gli imballaggi in legno destinati al mercato extra UE, al fine di salvaguardare gli ecosistemi dagli agenti patogeni potenzialmente veicolati dal legno.

“Secondo il Decreto Ministeriale del 2004, in Italia – dichiara Michele Ballardini, Coordinatore del Comitato Tecnico Fitok di Conlegno – gli operatori che concorrono alla predisposizione, costruzione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di imballaggi in legno recanti il marchio IPPC/FAO che non intendono aderire al soggetto gestore sono tenuti alla cancellazione del marchio da ogni singolo imballaggio presente nelle proprie aree di lavorazione”
“L’attività di tutela legale effettuata da Conlegno in collaborazione con le società di ispezione SGS Italia e Bureau Veritas – aggiunge Fausto Iaccheri, Presidente di Conlegno – è indirizzata non solo contro tutte le forme di utilizzo illegale dei marchi gestiti dal Consorzio, ma soprattutto a sostegno delle attività dei nostri consorziati, regolarmente autorizzati ad utilizzare i marchi di qualità”.

Le trascorse azioni della Guardia di Finanza portate a termine con successo testimoniano il reale e costante impegno di Conlegno, spesso in collaborazione con Assoimballaggi-FederlegnoArredo, sul fronte dell’attività di tutela dei marchi contro ogni forma di abuso e contraffazione commessa da operatori che cercano di trarne profitto illegalmente.

A tal proposito, grandi energie sono costantemente impiegate anche contro l’abusivismo diffuso nell’ambito del mercato del “compro/vendo bancali”, il fenomeno per cui numerosi operatori del settore espongono insegne più o meno provvisorie con la dicitura “Ritiro bancali” o “Compro e vendo bancali”, anonime senza alcuna denominazione sociale.

Questi soggetti di fatto gestiscono grossi quantitativi di pallet usati ignorando le disposizioni in materia ambientale, di sicurezza sul lavoro e di prevenzione degli incendi, commercializzandoli senza emettere fatture o ricevute : “La tolleranza dell’abusivismo – conclude Fausto Iaccheri – incoraggia e permette la sopravvivenza di soggetti che operano nell’illegalità, con tutte le ripercussioni ambientali, economiche e sociali che ne conseguono”.

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