Cushman & Wakefield

Innovazione logistica: Cushman & Wakefield stila la classifica dei mercati dei data center globali

27 gennaio 2020

(Comunicato stampa)

I data center, storicamente considerati una nicchia dove investire e un asset non flessibile per multinazionali, sono oggi un pilastro dell’economia dell’informazione e dell'innovazione logistica

Secondo il report Data Center Market Comparison di Cushman & Wakefield, nell’ultimo decennio sono stati investiti in questa asset class 100 miliardi di dollari.

Questo significativo afflusso di capitale è avvenuto contemporaneamente a un cambiamento tecnico altrettanto importante, nel momento in cui le aziende hanno scelto di decentralizzare i carichi di lavoro, dapprima verso strutture di colocation e, più recentemente, verso un mix di colocation e cloud pubblici e privati.

Questo cambiamento ha fatto sì che i più importanti provider di piattaforme cloud - Amazon, Google e Microsoft - diventassero i protagonisti più influenti in molti mercati, modificando le dimensioni dei data center di un fattore di 10.

Il data center da 10 megawatt (MW) che 10 anni fa impressionava, ora impallidisce rispetto ai contratti di energia da 30 MW in su sottoscritti con sempre maggiore frequenza, con opzioni fino a 80MW.

Lo studio di Cushman & Wakefield ha valutato 1.162 data center in 38 mercati globali sulla base di 12 criteri, ponderati.

Per ciascun mercato, il peso più elevato è stato attribuito alla disponibilità del cloud, alla connettività in fibra e alle dimensioni del mercato; il peso medio alla pipeline di sviluppo e agli incentivi governativi, al tasso di vacancy sul mercato, alla stabilità politica e alla sostenibilità; il peso basso, a fattori quali rischio ambientale, prezzi dei terreni, costi energetici e tasse.

Alessandro Mancini e Marzio Granata, Co-Heads della divisione Industrial&Logistics Italy, evidenziano come Milano si stia configurando una location emergente puntando a medio termine a far parte dei moderni mercati europei quali Amsterdam, Francoforte, Londra, Parigi e Zurigo, oggetto di continuo interesse da parte degli operatori internazionali in quanto il continente è percepito come un nuovo target hyperscale, dove sono disponibili infrastrutture e service providers.

“La velocità con cui il settore sta cambiando rende la creazione di una strategia per i data center un compito complesso e che intimorisce”, ha in particolar modo sottolineato Alessandro Mancini, responsabile del Data Center Advisory Group di Cushman & Wakefield in Italia. “Le aziende devono stabilire che cosa fare delle proprie strutture interne, quali carichi di lavoro trasferire nel cloud e come implementare una strategia IT ibrida.  Gli sviluppatori e operatori richiedono solida connettività in fibra e accesso all’energia, oltre a una conoscenza approfondita del processo autorizzativo e di tutti i fattori di rischio. E’ altrettanto importante per gli investitori poter inoltre valutare la potenziale capacità a lungo termine di un data center di mantenere il proprio valore e la facilità con cui può essere aggiornato”.

“I principali mercati offrono il maggior numero di opzioni al più ampio numero di potenziali clienti”, ha dichiarato Kevin Imboden, Director of Research del Data Center Advisory Group di Cushman & Wakefield. “Sebbene a volte esistano soluzioni idonee per tutti, in alcuni casi è importante analizzare e comprendere i fattori più significativi per la richiesta specifica e fissare gli obiettivi di conseguenza. Riteniamo che, anche nei mercati minori, esista un grande potenziale di sviluppo”.

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