Eventi di logistica

Evento di logistica: GS1 Italy mostra i dati di un settore sempre più green

30 gennaio 2020
(Comunicato stampa)

La logistica nel largo consumo è cambiata profondamente. È quanto emerso a Milano, durante l'evento di logistica “Dieci anni di logistica nel largo consumo. Cosa è cambiato”, organizzato da GS1 Italy per fare il punto sulla situazione attuale e per mettere a fuoco le sfide di domani, individuando le soluzioni per affrontarle, in una chiave sempre più green.

Punto di partenza sono stati i risultati dell’inedita ricerca GS1 Italy sulla “Mappatura dei flussi logistici nel settore del largo consumo in Italia”, condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano e con l’Università Cattaneo LIUC, in cui è stata analizzata e misurata l’evoluzione della supply chain dal 2009 a oggi, anche in termini di sostenibilità ambientale.

"I risultati di quest’importante studio confutano tante fake news che circolano sulla logistica e dimostrano che l’aumento dell’efficienza della supply chain comporta effetti molto positivi, perché non solo riduce i costi, ma taglia anche l’impatto ambientale del trasporto delle merci di largo consumo" ha affermato in apertura dei lavori il ceo di GS1 Italy, Bruno Aceto. "Abbiamo voluto aggiornare la fotografia della filiera del largo consumo “scattata” da un punto di vista logistico, per contribuire alla costruzione di una conoscenza condivisa, solida ed analitica della logistica del settore da cui partire per promuovere nuove iniziative di ottimizzazione della filiera".

Della necessità di aprire un “tavolo di lavoro” istituzionale sulla logistica, per supportare le aziende nel loro percorso “green” e per coinvolgere i cittadini sul tema della riduzione dell’impatto climatico, ha parlato anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, che ha dialogato con Bruno Aceto sul ruolo delle istituzioni nell’affiancare le imprese e i consumatori nella sfida condivisa verso la sostenibilità e nel promuovere la lotta allo spreco alimentare come pilastro dell'economia circolare.

Aumenta la complessità della logistica

 

Sono tanti i fattori che concorrono a rendere sempre più complicata la gestione dei flussi logistici nel largo consumo. Il primo è l’aumento del numero di referenze gestite dal Ce.Di, che, tra il 2009 e il 2018, è cresciuto in media di +2,1% l’anno.

Per il secco l’ampliamento della gamma ha comportato anche un allungamento della coda di referenze “basso vendenti” (l’84% degli articoli genera solo il 20% dei volumi).

Altri elementi di complessità sono i vincoli imposti nelle zone a traffico limitato, che richiedono mezzi più piccoli e meno inquinanti (come motrici e furgoni a basse emissioni), la crescita dei materiali da trasportare nei punti vendita (come gli espositori, che hanno ormai raggiunto il 2% dei flussi in ingresso ai Ce.Di) e l’invecchiamento del parco pallet.

Un altro fattore che complica la gestione della supply chain è il sempre maggiore sbilanciamento nel calendario dei flussi di consegna: il 35% delle consegne del secco si concentra nella quarta settimana del mese (+5% rispetto al 2010) e il 75% in tre giorni della settimana (lunedì, giovedì e venerdì).

E la sostenibilità? Migliora (e di molto)

 

Da un lato la ricerca di una risposta efficace e funzionale a un contesto sempre più complesso, dall’altro l’impegno a migliorare la sostenibilità: come coniugare queste due esigenze? Investendo per ottimizzare la filiera, come rivela la ricerca di GS1 Italy che delinea il mondo della logistica come un cantiere sempre aperto, un “work in progress” dove si applicano soluzioni e innovazioni finalizzate a migliorare l’efficienza della supply chain. E che la stanno rendendo anche più “green”.

La conferma è venuta dalle testimonianze dirette di Coop Italia, Conad, Fater e Nestlé che hanno raccontato le loro esperienze e le loro innovazioni riguardo la digitalizzazione, l’automazione, la collaborazione di filiera e la sostenibilità della supply chain in una tavola rotonda moderata dai due curatori dello studio GS1 Italy: Fabrizio Dallari, direttore del Centro sulla logistica e supply chain management, LIUC Università Cattaneo, e Marco Melacini, professore di logistics management e direttore scientifico dell'Osservatorio contract logistics “Gino Marchet”, Politecnico di Milano.

Dalla ricerca di GS1 Italy e dalle case history presentate è emerso che nell’ultimo decennio le aziende hanno lavorato su più fronti per migliorare l’impatto ambientale della supply chain: hanno ridotto di -18% le emissioni degli automezzi nei trasporti dagli stabilimenti ai Ce.Di, hanno aumentato di +49% il ricorso alle unità di carico intere e di +19% la saturazione dei mezzi, e hanno accresciuto di +12% il ricorso ai bilici. Ottenendo un risultato concreto: il risparmio di 97 mila tonnellate di Co2 l’anno.

Inoltre, la miglior gestione dei flussi, con l’aumento della saturazione dei mezzi (arrivata al 90% in pianta in partenza e all’80% in pianta in arrivo), dovuta all’incremento medio dell’order size, e con il maggior utilizzo di bilici diretti nei Ce.Di (75% contro il 67% del 2009), ha fatto segnare un altro importante goal: 450.000 viaggi equivalenti in meno rispetto al 2009.

Questi miglioramenti sono frutto di una maggior collaborazione nella filiera, in particolare per i processi di riordino. Dal 2015, infatti, GS1 Italy sta portando avanti una serie di iniziative per aumentare il livello di collaborazione lungo tutto il processo order-to-delivery - dallo sviluppo del simulatore SI.RI.O. ai laboratori esperienziali - per testare e implementare le logiche di riordino ottimo per la filiera.

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